sabato 20 ottobre 2007

Arranco

Tra un pò fanno due mesi che sono quà e ancora non riesco a trovare il mio ritmo, i miei orari, i miei "riti".
Sono pigro, lo ammetto.
La mattina - specialmente - vorrei viverla diversamente ma proprio non ci riesco. C'è gente che dalle sei è già sveglia. Sarebbe bello.

Sarebbe bello svegliarsi presto, ripassare le sheng-ci (le parole nuove) e la lezione del giorno, fare colazione con calma e arrivare in classe qualche minuto prima, giusto per chiacchierare con quei compagni che ancora non conosco bene o anche solo per godermi quel silenzio che precede la lezione.
Per un motivo o per un altro questo non succede mai, io ho ancora il vizio di andare a letto tardi e la mattina dopo, al suono della sveglia, è disarmante quell'attimo in cui realizzo quello che mi aspetta da lì in poi dopo aver dormito così poco (e così male!).

E la mattina si corre.
Doccia rapida, colazione "in piedi", raschiando la solita mattonella di burro che non ha mai il tempo di scongelarsi, un'occhio (svogliato) alle notizie in TV, un'occhio (attento) alle notizie su internet. Sorseggio il caffè, mi scotto la lingua. Quando la donna di servizio bussa alla porta per riordinare la stanza mi rendo conto che è già tardi. La faccio entrare mentre mi metto i pantaloni o gironzolo per la stanza ancora seminudo. Lei ci è abituata. Credo.

Soffio sul caffè ma non si fredda. E' tardi. Bevo e mi scotto di nuovo la lingua, stavolta però ero consenziente. Mi lavo i denti, ultima sistematina e poi giù, di corsa per le scale, salto in bici e arrivo a scuola.
Ascensore come al solito affollato, non importa, prendo le scale: mi faccio cinque piani salendole due a due, sorpasso quei cazzoni dei kazaki che per una serie di motivi iniziano a starmi davvero sulle balle, sorpasso perfino le tante ragazze russe che la mattina per andare a scuola si tirano a lucido come non so cosa.
Eh si che preferirei volentieri salire le scale a dovuta distanza "in coda come tutti" per poter godere appieno dello spettacolino. Pazienza, però per lo meno arrivo puntuale all'appello. Affannato ma puntuale.

Otto e trenta.
"Kai Lai?"
"Kai Lai You" (Kai Lai c'è!).
E si inizia con quattro ore di quella sola e unica routine che riesco a rispettare. Per il resto vivo ancora senza orari. Purtroppo.

Faccio ancora fatica a seguire tutto e tutti, se lo facessi veramente non avrei il tempo per me stesso. Magari è proprio per questo che arranco. Perchè vorrei avere il tempo di mangiare insieme ai miei compagni di classe e, senza perdere altro tempo, andare subito dopo in biblioteca a studiare come si deve, in silenzio e comodamente appoggiato su dei tavoli che di certo sono migliori di questa mia angusta scrivania, avere il tempo di ripassare le sheng-ci, tutte quante, tutte quelle che di giorno, quando le studi e le ripeti noiosamente a scuola pensi "ma queste quando mai le userò?!?" e poi puntualmente non te le ricordi quando ti servono (il giorno dopo, ah!).

E poi ancora, avere il tempo di fare un pò più sport, muovere il culo più di quanto non faccia ora in palestra, comprare tutto quello che sta scritto sulla lista della spesa, fare il bucato, vedermi per intero qualche film cinese.. e magari, alla fine, trovare due minuti per controllare la posta seduto in qualche bar con internet wireless, vedere qualche amico per cena o - perchè no - uscire la sera anche durante la settimana (senza far tardi), divagare e poter non dire sempre "no" a tanta gente che ancora si preoccupa di invitarmi a qualche festa..
Ogni tanto ne avrei bisogno, sarebbe impossibile vivere qui senza una valvola di sfogo.
Ma è così, bisogna vivere in mezzo, scegliere il giusto compromesso. Se faccio il topo di biblioteca non "vivo", se "vivo" non studio, e quindi non imparo il cinese..
..e si ritorna da capo!

Spero tanto di potermi sistemare meglio nei prossimi giorni.
Zaijian!

2 Comments:

Anonimo said...

fai le scale una alla volta , come tutti , e...goditi lo spettacolino...

michele said...

e mannaggia.. c'ho pensato pure stamattina!

ma secondo me le russe che salgono le scale le trovo pure alle sette e mezza o alle otto...

combino l'utile al dilettevole!