lunedì 3 dicembre 2007

Il Paese delle meraviglie



La Cina è economica? Ho i miei dubbi. Sinceramente ne ho abbastanza di sentire e - purtroppo - di fare discorsi di questo genere, perchè la Cina di oggi è tutto tranne che economica, specie se si è occidentali. Anche se a prima vista tutto sembrerebbe essere così, devo dire che "la Cina costa poco" è un discorso che regge solo alle apparenze, a chi si limita a ciò che vede, a chi ha bisogno del minimo indispensabile, a chi non si cura della qualità. Uno specchietto per le allodole, di questo sono certo..

Tutto ha un prezzo in Cina. Magari in proporzione è leggermente più basso rispetto all'Italia, ma in Italia - qualche volta - una buona parte del prezzo è anche data dalla qualità. Qualità che quì non sempre c'è e ha i comunque il suo standard, adeguatamente abbassato all'uomo medio cinese che (ancora) non vive esattamente come l'uomo medio italiano. Quello che costa poco ha comunque i suoi limiti, i suoi difetti, le sue debolezze. QUALUNQUE COSA. Anche quella che non ti aspetti. Magari te ne accorgi troppo tardi di aver comprato qualcosa di non buono, ma alla fine arrivi sempre alla stessa conclusione.
Esempi?

- Calzature e capi di abbigliamento contraffatti: tratti il prezzo fino allo sfinimento, arrivi ad acquistare un paio di scarpe a tre euro ma poi ogni volta che ci cammini rischi pruriti, allergie o mal di schiena..

- Oggetti in plastica di ogni tipo, come i mobiletti componibili su cui io tengo scarpe e computer: comodi ed economici, senz'altro, ma dopo aver aperto la confezione e sentito l'odore non sono sicuro che quella plastica sia esattamente sicura per l'uomo (se mai ce ne fosse una innocua).

- Biciclette: sono economiche, i prezzi - per le nuove - girano intorno ai 10 euro. Se le prendi usate ancora meno. Se sei un pollo che le va a comprare al Wal Mart spendi 20 o 30 euro. Io faccio parte di quest'ultima categoria, ma ci sono arrivato per esasperazione dopo la delusione della bici economica comprata per strada. Quando le biciclette sono troppo economiche è probabile che già dopo una settimana si rompe qualcosa; e da quel momento in poi, almeno un giorno a settimana devi perder tempo a riparare qualcos'altro. Di continuo.

E quando sei lì ad aspettare che la tua bici venga sistemata, vedi passare un cinese vecchio-stile. Un cinese vero, sobrio, elegante a suo modo, vestito di nero, in sella ad una bici come non se ne trovano più in giro: nera o di metallo, tutta d'un pezzo, solida, niente che scricchiola, catena nera, oliata, mai arrugginita, manubrio elegante. E quella magari è una bici che gli ha dato lo Stato venti o trent'anni fa. Ed è ancora là, mai un problema, mai una rottura. Funziona.

- Alcool e cibo: hanno prezzi irrisori, per la maggior parte dei casi gli occidentali non hanno di che preoccuparsi per il loro budget, si può mangiare a partire da un euro e bere una birra più o meno alla stessa cifra (se non gratis, come propongono alcuni bar e ristoranti).. nessuno però garantisce sulla "bontà" di quello che ti viene servito nè sull'autenticità di quella bottiglia di Heineken o Qingdao che ti viene stappata sotto gli occhi. Poi ogni tanto capita che stai male, che vomiti fino alle quattro del mattino sul cesso domandandoti se ti stai invecchiando perchè non riesci più a reggere tre birre...
Quà succede. Molto più spesso di quanto si immagini. A me è successo anche la settimana scorsa. In italia ne avrebbero già fatto un caso nazionale. Magari verrebbe sùbito azzittito da qualche mafia, ma almeno qualcosa credo si sarebbe mosso. Quà si vaga ancora nel buio.

Ho visto che recentemente, forse sulla spinta delle Olimpiadi, anche quà in Cina si sono mossi per istituire marchi di qualità che tutelino la provenienza di cibi e bevande, che premino la bontà di quelli migliori e che magari inizino a creare una scala gerarchica del mercato con cui basarsi per l'acquisto di prodotti dai marchi ancora sconosciuti.
Bene, tutto bene. Ma come fare a fidarsi ANCHE di questi certificati di garanzia? In un Paese come la Cina, in cui si copia di tutto, in cui sono così sfrontati da scrivere "Made in the U.S.A." su un paio di Converse, in cui sono in grado di produrre schede USB, fotocamere digitali, telefonini e computer portatili tutti di marchi conosciuti, tutti rigorosamente falsi, che funzionano sì, ma non sai esattamente FINO A QUANDO. Imballaggi accuratissimi che ti fanno dubitare sulla qualità dei prodotti autentici, ologrammi e bollini di qualità tanto inutili quanto convincenti.. Non è facile fidarsi di qualcosa o di qualcuno.. Quando tutto è falso dubiti anche della bontà di chi è onesto.


E poi c'è anche che io sono uno straniero, che se al campus voglio il servizio internet in camera devo pagare di più rispetto a quanto paga un cinese (questo è razzismo?), che le stanze per occidentali costano di più di quelle per cinesi (quest'altro è razzismo?), che i buchi di stanze come quello in cui vivo io, per gli occidentali, arrivano a costare 9 euro al giorno.
9 euro sono tre o quattro volte quello che guadagna un operaio cinese in un giorno. A me 9 euro al giorno me li chiedono per dormire in una camera singola.. Pago magari la comodità di non avere nessun compagno di stanza sconosciuto, di poter fare gli orari che voglio, di avere i miei spazi. Ma poi i disservizi ce ne sono anche quà, come oggi che oltre a non avere l'acqua calda dalle 8 alle 20 (come ogni giorno da una decina di giorni a questa parte), non avevo proprio l'acqua. La donna di servizio non pareva particolarmente scossa dalle mie parole, ha continuato il suo lavoro dicendomi che anche per loro questa è una novità. Che si degnino almeno di informarmi.
Dopo un pò ho visto la stessa donna di servizio riattaccare al muro il foglio della comunicazione appeso lungo il corridoio che avevo da poco stracciato. Niente a che vedere con il problema dell'acqua, sul foglio c'era scritto di lasciare le finestre chiuse quando si lascia la camera perchè a causa dei lavori con gli operai e l'impalcatura di fuori ci potrebbero essere rischi di furti o robe del genere. I lavori degli operai sono finiti a metà OTTOBRE. Occhio e croce un mese e mezzo fà.

Eeeeh, bella l'Italia eh? Che vi possano andar di traverso le lasagne!



Foto: SD card rigorosamente false in vendita a Zhongguancun.

In Alto: Venditrice cinese del Silk Market vistosamente compiaciuta per avermi fregato in qualche modo. Ma io ancora non lo so...

1 Comment:

michele said...

Ciao Michele (Roma), ti ho risposto anche nella pagina in cui mi hai scritto il commento, ma ho paura che è difficile ritrovarla..

questa è la risposta alle tue informazioni

***
ciao Michele, ti rispondo al volo.. Io ho deciso di venire a studiare quà per un anno dopo la laurea triennale in Lingue per il Commercio, una via di mezzo tra Economia e Lingue in cui ho studiato, oltre al Cinese, anche il Russo e lo Spagnolo.

Devo dire che non c'è proprio paragone tra studiare il cinese in Italia e studiarlo quà. E' diverso il contesto, è diversa la motivazione, è diverso il metodo. In Italia fai fatica ad imparare 30 parole nuove a settimana. Quà ne impari normalmente 40 al GIORNO. Si corre, è vero, ma fare lezione in questo modo è molto utile ed appagante.

Quà c'è gente che ha studiato lingue, che ha studiato specificamente il cinese o che con il cinese non c'entra assolutamente niente. Se lo hai già studiato in precedenza, ti mettono in un livello medio, se è la prima volta che lo studi, ti mettono in un livello iniziale, ma ti posso assicurare che in un anno ti meraviglierari dei risultati che potrai raggiungere. Si impara, davvero.

ciao