giovedì 22 novembre 2007

Lotus Center, 礼品城市 (La Città del Regalo)

Giovedì, stamattina a "casa" mancava il pane e altra roba, finita la lezione vado al supermercato a Wudaokou e scopro che in Cina è già Natale!
Magari mi sbaglio, ma sono convinto che manca ancora più di un mese..

Nei manifesti all'esterno del Lotus, una sorridente famiglia del Mulino Bianco cinese riunita sotto un abete pieno di luci mi invita ad entrare nella Liwu Chengshi, la "Città del regalo", cassiere e commesse già indossano il berretto rosso col bon-bon bianco di Babbo Natale (presumo che tra un mese avranno barba bianca, slitta, renne e tutto il resto..) e - affinchè pure noi stranieri possiamo capire cosa sta succedendo - dovunque vedo la scritta (rigorosamente in inglese) "Merry Christmas".

Prendo il mio carrello, salgo la scala mobile in direzione del Paese delle meraviglie ed è ancora di più Natale! Vischio, renne, campane, cristalli di neve e barbuti signori sorridenti vestiti di rosso pendono dal soffitto fin sopra la mia testa.. e poi la musica..

Se c'è una cosa a questo mondo che non riesco a tollerare (oltre a un lucchetto di cassetto aperto, FMJ) è la musica dei supermercati. In ognuno se ne trovano di diversi tipi, con la sua – propria – selezione musicale fatta di rivisitazioni di canzoni strafamose o semplici jingle aziendali più o meno orecchiabili...
Per tutti, l'obiettivo di fondo è creare o evocare un mondo confortevole per gli acquisti, un luogo tanto perfetto quanto asettico, l'atmosfera ideale per accogliere il cliente-consumatore.
Inconsciamente queste musiche sono la colonna sonora dei nostri acquisti: un'esperienza unica, personale, quasi mistica dalla quale - ogni volta - usciamo contenti e appagati, fieri ed orgogliosi delle nostre scelte. Di certo, fortemente convinti che comprare quei fagioli in scatola in offerta col 3 x 2 sia stata la cosa giusta da fare.

A me queste musiche dopo cinque minuti che le ascolto già mi danno il nervoso, il più delle volte misto ad una claustrofobica malinconia a cui è impossibile sottrarsi.. non prima di aver pagato!

Presumo che nel mondo esistano esperti incaricati di creare o selezionare brani da poter essere ascoltati in ristoranti di lusso, negozi, supermercati, aeroporti, centri commerciali.. tutto fa parte di quel morboso ramo della psicologia che studia il modo di far "abboccare" meglio il consumatore per fargli acquistare più oggetti di quanti, effettivamente, ha bisogno.
Onestamente inorridisco davanti a tanto ingegno fondato su precise basi scientifiche. In Cina specialmente, è rivoltante vedere come il consumatore sia considerato molto peggio del "normale" pollo così come è visto nel nostro mondo occidentale..
La sfacciataggine comunicativa raggiunge - in Cina - livelli assurdi e, a tratti, ridicoli per noi occidentali, ma evidentemente il mercato cinese è ancora a questo punto, ancora “immaturo” rispetto al nostro e ancora bisognoso di avere - nei negozi - un eccesso di addobbi fuori luogo e stupide rivisitazioni di canzoncine natalizie (in inglese) ad accompagnare i nostri acquisti.

Il Natale con la Cina non c'entra un cazzo, di questo sono certo. Come pure Halloween (o Aulin, all'italiana!), ma anche quella volta – ricordo - c'erano ragnatele, cappelli da strega e zucche ovunque.

Povera Cina, così puttana e schiava del consumismo, oggi più di ieri nient’altro che un luogo qualsiasi nel mondo. Non che il comunismo era meglio, ma almeno Mao ha avuto - nella sua pazzia - un piano preciso, quasi "nobile": la volontà creare un Paese nuovo fatto di uomini nuovi, ispirati da idee tanto grandi quanto irraggiungibili. Un popolo Unico nel suo fare, magari senza storia (ormai distrutta dalla Rivoluzione Culturale), ma almeno con un ideale da seguire e perseguire. Oggi Mao è morto, la Cina si dice ancora comunista ma il suo sviluppo da economia "imperialista" fa leva sulla sua integrazione al mondo globalizzato in tutto e per tutto. Economicamente e - purtroppo - anche culturalmente. Un Paese senza bussola.

Sono disgustato da tanta esterofilia, già in Italia mi è difficile digerire le varie feste
"importate" che popolano il nostro calendario.. Non mi stupirei se un giorno anche noi celebrassimo la “Festa dei Tacchini”.. A proposito, gli americani la festeggiano oggi. Io spero di non riuscire a capire nemmeno per quale motivo la festeggino.. o meglio, spero di riuscire prima a capire il significato delle feste che esistono in Italia, poi magari vedrò di scoprire le altre. Siamo cresciuti tutti con salame e vino rosso, no?

Mi è difficile capire perchè ogni anno si festeggia il Natale, che significato ha oggi il Natale, per quale motivo si fa il Presepe, perchè si fa l'albero di Natale, perchè ci si scambiano doni.. E non è facile realizzare che in tutta questa spersonalizzazione culturale di cui soffriamo da molti anni, Babbo Natale ha cambiato il suo vestito da verde in rosso grazie alla Cocacola, che in origine quest’uomo barbuto noto in tutto il mondo come Santa Claus altro non era che l'italianissimo San Nicola, che Ferragosto, la festa dell'estate, era - in principio - il giorno della nascita della Madonna.. Tutto ciò è incomprensibile per me. Viviamo ormai senza religione né passato, TV e pubblicità ci ricordano ed evocano, a scadenze fissate, il mood - i sentimenti - che dovremmo avere per gli acquisti di Natale, della Pasqua, di Halloween.. a me questo "troppo" crea rabbia e irritazione, ma magari la maggioranza delle persone la pensa diversamente. Per questo ogni anno il Natale è sempre più... "Natale"!

Avrei preferito di gran lunga un silenzioso Dicembre, fatto così com'è fatta di solito la Cina, con ogni giorno uguale a all'altro, senza weekend, senza domeniche, senza giorni di festa distinguibili da quelli di lavoro.
Magari quell'omino silenzioso che è dentro di me avrebbe notato questo grigio nella vita di tutti i giorni e si sarebbe svegliato, "vuoto" e incazzato, desideroso anch'egli di avere un contatto con il Divino.. chiunque esso sia, ancora non lo so.
E invece no, anche qui (ma non poteva essere altrimenti) è lo stesso che in ogni altra parte nel mondo, con i negozi luccicanti addobbati "per l'occasione", figli di quella devozione succube a 90 gradi per tutto ciò che proviene da Occidente..

Che senso ha il Natale per un cinese? Non ha quasi più senso per me, italiano, residente in un museo a cielo aperto fatto di chiese e monasteri a 400 km dal Papa..
Ma quà sono al centro del mondo, c’era da aspettarselo, tra un pò metteranno l'albero di Natale pieno di lucine colorate e allora sì che io, Xifang Laowai (straniero occidentale) che altro non sono, a 12000 chilometri da casa, potrò dirmi ben felice di vivere il 25 dicembre in Cina..

Buon Natale
(qualunque cosa significhi)

2 Comments:

MadNick said...

Straquoto Michele. Purtroppo è così e penso che con il tempo andrà pure peggio.

cinesina78 said...

Mao non è morto, e mai morrà!
Pensa solamente che hanno cambiato anche i tagli da 1 e 5 rmb per metterci MAO...togliendo le minoranze etniche!!! E per il consumismo fanno diventare cattolico anche MAO...magari uno di questi giorni lo troviamo nel presepe...affianco a Berlusconi...hai mai pensato che potrebbero giocarsi il posto da star nella stalla? Povero Gesù Bambino...
Le musiche "nei" supermercati sarebbero fantastiche...il fatto è che sono NEI supermercati e tutt'intorno....tutto è musica in cina...i gingle dei 麦当劳 li senti a km di distanza...ma...W LA CINA!!!!!!!!!!!!!!!! La amo anche per questo!