mercoledì 28 maggio 2008

Pékin Pékin..



Bella la Pechino universitaria, quella che non ti aspetti, sperduta a nord-ovest della Capitale in quel quartiere - Wudaokou - (fin troppo) pieno laowai che hanno trovato un modo per sentirsi a casa nonostante la distanza. Esattamente come me.
La fine della scuola è nell'aria, lo avverto nel caldo improvviso che è arrivato in città, nella noia delle lezioni, nei deliranti conti alla rovescia
olimpici.. E' così, un'atmosfera un pò nostalgica ma tutto sommato felice.

Mi sto preparando a lasciare un mondo che mi ha fatto da famiglia per quasi un anno, un "branco" di persone provenienti dall'Europa, dalle due Americhe e dalle due Coree, da Giappone, Mongolia, Unione Sovietica, Impero Ottomano, Indonesia (o parti di mondo ad esse attinenti)..
Sconosciuti, divenuti per circostanza (o per coincidenza) compagni di una birra, amici più o meno cari, persone di fiducia.. Occidente, Oriente, bianchi, gialli, neri, belli o brutti, tutto ha meno senso di ciò che è nei fatti, le nazioni non esistono, i confini sono pure invenzioni.
Alla faccia dei pregiudizi, delle differenze razziali, religiose, sociali, politiche, sessuali, che sembrano essere una faccenda così seria all'opposto di dove mi trovo io ora...





Nel frattempo, mi godo le ultime settimane che volano rapide più che mai, scandite da weekend orientali, tra interminabili cene giapponesi (asahi-yakitori-asahi-yakitori-asahi-miso-sake-sake-sake-sake-sake-sak....), serate al karaoke, pedalate notturne, spuntini di carne arrosto per la strada, massaggi (mas-sag-gi!), partite a badminton..
E soprattutto mi godo le belle serate a casa di Shoko, Diane e Suleyman: buchi di appartamenti riempiti, all'occorrenza, da una trentina di persone semi-sobrie (o semi-sbronze, ça depend..) che parlottano in due-tre lingue diverse mangiando - allo stesso tempo - sushi, pollo indonesiano, kebab, polpette russe, bruschetta, fonduta di formaggio svizzero e pennette alla siciliana. Tutto insieme. Tutti insieme.





E poi? Quando mi ricapiterà "nel mio mondo" di vivere quest'atmosfera in questo modo, con spensieratezza e curiosità, senza dar peso alla moda, al dover apparire, al giudizio delle persone, all'imbarazzo..??
Penso a quanta gente sparsa per il mondo potrò dire di aver conosciuto, a quanti contatti mi rimarranno ogni volta che dovrò andare in Giappone o in Kazakhstan (???), a come potrebbe essere ritrovarsi o rincontrarsi. Vedremo..
Ma intanto doso la tristezza a rate, il mio amico francese è già partito da un pezzo, ma per lui troverò certamente il tempo di passarlo a trovare in mezzo alle vigne di Bordeaux o nella sua città natale, in riva all'Oceano Indiano sull'isola della Reunion..



Nelle foto (in questo ordine):
Pechino,
quattro chiacchiere a cena davanti a piatti da mezzo mondo,
la cucina di Shoko dopo cena,
Shoko disperata dopo aver visto la sua stessa cucina,
Diane con in braccio Nuage.



Link:
Shokoのフォト

[Pékin Pékin 是法语的]

6 Comments:

Donna Cannone said...

Ciao! In velocità, ti lascio questo magari ti interessa (da eurocultura)

Colti al volo 2
Scade il 5 giugno 2008 il termine per candidarsi a partecipare al corso di formazione per tutor di italiano, promosso dalla Fondazione Italia-Cina, con il supporto della CRUI, delle Università per Stranieri di Perugia e di Siena e dell'Università di Roma Tre. Al termine del corso (costo € 300), che sarà frequentato da 14 candidati, saranno selezionati 10 borsisti, a ciascuno dei quali verrà corrisposto un contributo di € 7.000,00 per svolgere attività di diffusione della lingua e della cultura italiana in Cina per un periodo di 10 mesi (a partire da settembre 2008).
I candidati selezionati dovranno essere in grado di far conoscere l'Italia e di trasmettere almeno i primi rudimenti dell'italiano. Tramite la loro azione saranno favoriti i contatti tra Italia e Cina a livello accademico e turistico-commerciale.
Requisiti: nazionalità e madrelingua italiana, aver conseguito almeno un laurea triennale, aver conseguito almeno 20 CFU in insegnamento del SSD Lingua e Letteratura Cinese. La conoscenza di base del cinese è prerequisito indispensabile.
Per informazioni ed iscrizioni vedere www.crui.it .

MAio said...

argh, non ho i crediti! :P

bene bene, ma questo non importa, ero qui per chiederLe... beh, allora quand'è che torni in Italia? mi sarebbe piaciuto conoscerti dal vivo e fare quattro chiacchiere prima della tua partenza. è ancora possibile? o sei oberato dai preparativi fino alla morte come qualcun'altro che conosco? fammi sapere, salutoni.
Maio

michele said...

@ donna cannone:
Grazie (con scuse del ritardo) per le informazioni sul corso di formazione.. Interessante, ma non credo di avere requisiti e tempo per preparare il tutto!

michele said...

@ Maio:
oh, sai che in effetti ne è passato di tempo da quando sei arrivatO!

Staremo sì e no a un chilometro di distanza ma proprio non c'è modo di organizzare qualcosa!

Non pensare che faccia il prezioso.. un pò è anche pigrizia!
Pensa, di tutti gli italiani che mi hanno contattato prima di venire alla BLCU non ho incontrato nessuno.. Magari loro mi riconoscono pure quando li incrocio per il campus, ma io non so nemmeno come sono fatti!

E poi, vabbè, un pò è anche la depressione da HSK, ho l'esame a fine mese.
Per i koreani è qualcosa di vitale, se non hai almeno il livello 8 non sei nessuno. Per noi italiani è qualcosa relegato a "nicchia di settore", credo non ci siano aziende italiane a conoscenza di queste certificazioni.

Io lo considero semplicemente un test periodico per vedere se il cinese è una lingua che ancora fa per me. E per incazzarmi con i koreani che mi passano avanti alla grande senza avere neppure il bisogno di studiare.

Manda un'email all'indirizzo che trovi nel profilo, vediamo di combinare qualcosa per il weekend!

p.s. le qualifiche che si raggiungono con l'HSK valgono solo due anni!
p.p.s. odio il soju koreano! Soprattutto il soju koreano bevuto in un karaoke... serataccia ieri sera

Anna said...

Ciao Michele, io continuo a seguirti controllando il blog... ma questo "Pékin Pékin" è il tuo intervento che fra tutti preferisco :->
Complimenti perchè sei riuscito a riassumere in poche parole un atmosfera unica al mondo, che solo la Pechino, e specialmente quel piccolo mondo di studenti di Wudaokaou, può far vivere...
Nel leggere le tue righe non posso che vivere anche io seppure a distanza l'aria di fine scuola alla BLCU, non posso che immaginarmi lì ancora...
Ho tantissimi ricordi legati a Wudaokou, le cene internazionali multietniche che descrivi tu sono qualcosa di molto familiare... le serate al Karaoke... le polpetter russe :-D ecc ecc
Le domeniche mattina erano bellissime quando a volte venivo apposta a WDK (io abitavo a Chaoyang anche se la scuola era a Haidian) per fare colazione insieme alla mia amica, allo Sculpting in Time... si mi immagino ancora lì, a mangiarmi i miei Pancakes e a bermi i caffè all'americana... pensa che qui in Italia quando mi faccio un caffè cerco sempre di ricreare il gusto del caffè cinese (ehm ehm si ) e se vado al bar ordino rigorosamente caffè all'americana (intendendo fra me e me il caffè cinese di Sculpting in Time o... ebbene si... del KFC!!)
Vabè dai ma a me l'espresso in fondo non mi era mai piaciuto :-D
Goditi questo ultimo mese di Pechino e sappi che ti mancherà da star male...
Io spero di esser di nuovo lì al più presto, per tornare (permettimi la citazione) a non dover più "dar peso alla moda, al dover apparire, al giudizio delle persone, all'imbarazzo.."
E' vero, in nessun altra parte del mondo tutto quello che hai descritto è possibile.

michele said...

@anna Hai ragione tu. Beijing mi manca ancora. da star male.

(anche io ho cominciato a bere caffè americano)